Scadenze EPR Tessile 2026: la timeline aggiornata

*Ultimo aggiornamento: 8 luglio 2026*
Chi cerca online “quando entra in vigore l’EPR tessile” trova spesso risposte già superate: il testo ha cambiato forma più volte tra il 2025 e il 2026, e almeno una scadenza ufficialmente annunciata è già saltata. Questa pagina ricostruisce la sequenza reale, distinguendo ciò che è certo (le date fissate dalla normativa europea) da ciò che è ancora previsione (l’entrata in vigore del decreto italiano).
La base giuridica: non si parte da zero
L’Italia non arriva impreparata a questo appuntamento. L’obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti tessili urbani è in vigore in Italia già dal **1° gennaio 2022**, introdotto dal D.Lgs. 116/2020 (che ha modificato il Codice dell’Ambiente, D.Lgs. 152/2006, agli articoli 178-bis, 178-ter e 237) — con tre anni di anticipo rispetto all’obbligo equivalente a livello europeo, entrato in vigore il 1° gennaio 2025. Quello che manca da allora non è il principio della responsabilità estesa del produttore, già presente nell’ordinamento, ma il decreto attuativo che lo rende operativo nel tessile: senza di esso, i consorzi nati dal 2022 in avanti non possono funzionare a pieno regime.
Timeline europea (date certe)
- 1° gennaio 2025 | Obbligo UE di raccolta differenziata dei rifiuti tessili |
- 10 settembre 2025 | Approvazione della Direttiva (UE) 2025/1892, che introduce l’art. 22-bis nella direttiva quadro rifiuti (2008/98/CE) |
- 16 ottobre 2025 | Entrata in vigore della Direttiva (UE) 2025/1892 |
- Entro il 17 aprile 2028 | Termine ultimo per tutti gli Stati membri UE per avere un regime EPR tessile operativo |
L’Italia, con il regime già parzialmente in essere dal 2022, punta a essere tra i primi Paesi UE operativi — ma questo è un obiettivo politico dichiarato, non ancora un fatto.
Timeline italiana (qui la cronologia conta)
- Aprile 2025 | Il MASE pubblica il primo Schema di Decreto EPR tessile e apre la consultazione pubblica |
- 5 maggio 2025 | Chiusura della prima consultazione pubblica |
- Fine 2025 | Il testo passa all’esame del MIMIT (ministero concertante) e degli uffici legislativi. Laura D’Aprile (MASE), al Venice Sustainable Fashion Forum di ottobre, indica l’entrata in vigore entro il primo trimestre 2026 |
- Inizio-metà 2026 | Circola una seconda bozza, anticipata da Ricicla.tv: target di raccolta rivisti al rialzo (20%/35%/50% contro il 15%/25%/40% iniziale), nuovo criterio di calcolo basato sulla produzione di rifiuti, esclusione dei materassi dal perimetro |
- Primo trimestre 2026 | **Scadenza annunciata, non rispettata** |
- Luglio 2026 (stato attuale) | Il decreto risulta ancora in fase di finalizzazione tra i due ministeri. Il viceministro Vannia Gava dichiara l’obiettivo di entrata in vigore entro fine 2026; una stima più prudente indica settembre 2026 come finestra realistica di pubblicazione |
Il punto da trattenere: **ogni data di entrata in vigore circolata finora è una previsione, non un fatto compiuto.** Chi promette date certe sul decreto italiano, in questa fase, sta anticipando più di quanto la fonte ufficiale confermi.
Cosa fare adesso, prima della pubblicazione
Il decreto non ancora in vigore non significa “nulla da fare”. Le aziende che partiranno avvantaggiate saranno quelle che, nell’attesa, avranno già:
- mappato il proprio immesso sul mercato italiano per categoria di prodotto
- avviato un primo contatto conoscitivo con uno o più consorzi (Retex.Green, Re.Crea, Ecotessili, Cobat Tessile sono oggi i principali attivi, pur in attesa del decreto attuativo per operare a pieno regime)
- effettuato un audit interno sulla composizione dei materiali, in vista dell’eco-modulazione del contributo
Cosa cambierà con l’entrata in vigore
Dal giorno di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale scatteranno, con le tempistiche che il decreto stesso indicherà: l’obbligo di iscrizione al Registro Nazionale dei Produttori, l’adesione obbligatoria a un sistema di gestione (collettivo o individuale), l’avvio del versamento dell’eco-contributo e i primi target vincolanti di raccolta differenziata — nella bozza più recente, almeno il 20% in peso entro il 31 dicembre dello stesso anno di entrata in vigore.
Fonti
– Direttiva (UE) 2025/1892
– D.Lgs. 116/2020 e D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente)
– Schema di Decreto MASE (aprile 2025) e bozza rivista (anticipata da Ricicla.tv, 2026)
– Dichiarazioni pubbliche MASE (Laura D’Aprile, Vannia Gava)
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