EPR Tessile entro l’anno: il Made in Italy alla prova della Responsabilità Estesa
Il Viceministro del MASE, Vannia Gava, lo ha confermato: il decreto sulla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per il settore tessile arriverà entro la fine del 2026. Non è solo una scadenza normativa, è il “tassello” che cambierà per sempre le regole del gioco per la moda italiana.
Cosa significa concretamente per le imprese? L’EPR chiama le aziende a farsi carico dell’intero ciclo di vita del prodotto. Il “fine vita” non è più un problema altrui o del consumatore, ma diventa un asset strategico (e un obbligo legale) del produttore.
I tre pilastri del cambiamento:
- Legislazione Moderna: Non subiranno la norma, ma la cavalcheranno quelle imprese che sapranno integrare eco-design e tracciabilità già oggi.
- Semplificazione e Risorse: Il Governo ha promesso supporto, ma la competitività si giocherà sulla capacità di gestire i flussi di recupero in modo efficiente.
- Metodo Condiviso: Come sottolineato dal MASE, il dialogo tra stakeholder è centrale. Ma la domanda resta: la tua azienda è seduta al tavolo o sta aspettando che il decreto diventi operativo per correre ai ripari?
La visione di EPR Tessile Dalla nostra sede in Via Sbodio 32/1, nel cuore del distretto dell’innovazione di Milano, supportiamo le filiere in questa transizione. L’EPR non deve essere visto come un nuovo onere burocratico, ma come lo strumento per proteggere il valore del Made in Italy, garantendo che la qualità che esportiamo nel mondo torni a noi sotto forma di nuova materia prima.
Il tempo delle attese è finito. Il 2026 è l’anno della messa a terra.
E la tua filiera, è pronta per il decreto?



